Renzi vince in un Pd dimezzato

Sono stati circa 260 mila gli iscritti al Pd che hanno votato nei circoli. Matteo Renzi, con il 46,7 per cento delle preferenze, è il candidato più votato seguito a otto punti di distanza da Gianni Cuperlo (38,4). Terzo Pippo Civati con il 9,19 per cento delle preferenze mentre Gianni Pittella chiude con il 6 per cento. Davide Zoggia, responsabile dell’organizzazione Pd, nel corso della conferenza stampa in cui sono stati diffusi idati, ha spiegato che “alcuni congressi sono ancora in corso (Asti, Rovigo, Frosinone ndr), ma quando avremo i risultati le variazioni non saranno comunque significative”. Armeni Perché tra sinistra e popolo sembra tutto finito
12 AGO 20
Immagine di Renzi vince in un Pd dimezzato
Sono stati circa 260 mila gli iscritti al Pd che hanno votato nei circoli. Matteo Renzi, con il 46,7 per cento delle preferenze, è il candidato più votato seguito a otto punti di distanza da Gianni Cuperlo (38,4). Terzo Pippo Civati con il 9,19 per cento delle preferenze mentre Gianni Pittella chiude con il 6 per cento. Davide Zoggia, responsabile dell’organizzazione Pd, nel corso della conferenza stampa in cui sono stati diffusi idati, ha spiegato che “alcuni congressi sono ancora in corso (Asti, Rovigo, Frosinone ndr), ma quando avremo i risultati le variazioni non saranno comunque significative”.

Alla chiusura del voto, dopo le polemiche di rito su cifre e distacchi, i candidati alla segreteria del Pd hanno così commentato i loro risultati.

Renzi. Per il sindaco di Firenze “essere nettamente in testa anche tra gli iscritti è un risultato che in molti non si aspettavano”. Renzi ha quindi ringraziato tutti gli iscritti dando appuntamento al prossimo 8 dicembre per primarie “aperte e libere”.
Cuperlo. Dal Comitato Cuperlo, a conteggio voti avvenuto, è partita una nota in cui, oltre a percentuali diverse (Renzi 44,6 – Cuperlo 40,5) si faceva presente che “a questi dati mancano Reggio Calabria, Catanzaro, Caserta, Asti, Bolzano, Rovigo dove non si tiene la convenzione provinciale e i dati di Salerno dove noi abbiamo chiesto l'annullamento della convenzione". E’ stato poi lo stesso Cuperlo a commentare il suo risultato. A chi vedeva nel suo piazzamento una mezza vittoria” ha risposto “forse anche più che mezza. "Per mesi questo congresso è stato raccontato come un plebiscito. Non è stato così”, ha infine concluso. Spazio poi per un affondo sul suo avversario, Matteo Renzi, il cui impianto, secondo Cuperlo, “non apre una fase nuova, ma riproduce il ventennio che vorremmo lasciarci alle spalle".
Civati. Gravi irregolarità hanno invece contraddistinto questo passaggio per Pippo Civati, irregolarità “incredibili che come previsto non si sono fermate dopo il tardivo stop del tesseramento”. "Tra i non rari casi che andranno chiariti – prosegue Civati -, segnaliamo ad esempio Isernia: 535 tesserati nel 2012, 429 tessere risultanti prima del congresso e altre 201 inviate in fase congressuale, per un totale di 630. Nessuna certificazione prodotta dalla federazione, come richiesto dal regolamento, e un numero di votanti che ieri si è magicamente chiuso a 823, quasi 200 in più delle tessere effettivamente presenti sul territorio. E' una vergogna".
Pittella. Più serafico invece il commento del quarto candidato alla segreteria Gianni Pittella che ai ringraziamenti “a tutti gli iscritti che hanno dato l'esempio di un partito vivo e partecipato” ha fatto poi seguire i “complimenti a Matteo Renzi, Gianni Cuperlo e Pippo Civati. Sono certo che sapranno confrontarsi nella seconda fase del congresso sulla base delle loro idee per il bene del Partito democratico e dell'Italia”. “Resta tuttavia – conclude Pittella - l'ombra inquietante di gravi irregolarità e illeciti denunciati in tutti Italia su cui è necessario fare chiarezza".